Arcigay: "PD, la misura è colma, un partito così è impresentabile in Europa "
Ieri il Consiglio Comunale di Gubbio, grazie ai voti del PD, ha cancellato il Registro delle unioni civili approvando una mozione del PDL. Tra i piddini che si sono detti favorevoli alla mozione il sindaco della città Diego Guerrini. Il registro consentiva a tutte le famiglie, etero o omosessuali, di registrarsi.
"Il gesto vergognoso, insieme ai continui tentennamenti in ambito nazionale del partito su di una questioni nodale che coinvolge la dignità e i diritti di cittadini e famiglie composte da persone gay, lesbiche e trans, è solo conferma di quanto dicevamo da tempo: il PD, ormai in ostaggio della componente cattolica più retriva, è un partito incapace di interpretare il cambiamento e di migliorare il Paese." lo ha dichiarato Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay.
"Qual è la logica di tutto questo? Il Partito chiarisca una volta per tutte qual è la sua linea su matrimonio tra persone dello stesso sesso, unioni non coniugali, adozione, omogenitorialità, diritti di gay, lesbiche e trans e omofobia. Se una linea c’è, il partito la faccia rispettare a tutti i suoi amministratori sia in ambito nazionale che locale. Se qualcuno trasgredisce, e decide di votare con il PDL, il partito prenda sani provvedimenti. Se una linea ci fosse, a Gubbio sarebbe ripristinato immediatamente il registro."
"Per noi è finito il tempo di scuse, tentennamenti -ha aggiunto Patanè - riflessioni e chiacchiere di partito. Esiste una reale volontà del PD di rappresentare milioni di cittadini, sia eterosessuali che omosessuali che convivono in coppie non coniugate, sì o no? Se non c 'è lo chiarisca una volta per tutte, smettendo di prendere in giro fiducia e speranza e chiarendo di non essere un partito progressista ma conservatore. Se invece c'è, intervenga immediatamente sia sulle situazioni locali che nazionali, perché questo Paese a cui tutti chiedono sacrifici è fatto di persone che aspettano di essere uguali nei diritti oltre che nelle tasse. "
"Avevamo pensato che l’Umbria fosse la culla della civiltà, un’isola felice, avendo tanti comuni che si erano dotati dello strumento del “Registro delle coppie di fatto”, si era detto allora che anche Gubbio avesse fatto un passo importante nella direzione delle politiche attive per l'estensione dei diritti di cittadinanza e contro la discriminazione. - dichiara Patrizia Stefani, di Arcigay Omphalos Perugia.
"Invece no con una mozione di un consigliere del PDL che riporta: "IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA Il Sindaco e la Giunta a provvedere all’immediata abolizione del “Registro delle unioni civili”, istituito nel nostro Comune a seguito della deliberazione del Consiglio Comunale n.54 dell’11 marzo 2002, in quanto strumento privo di qualunque valore giuridico, interesse ed efficacia sociale, oltre che di dubbio valore costituzionale. Luigi Girlanda – Consigliere Comunale Del Pdl.”
"Che la gente di destra ignori cosa significhi gesto simbolico e senso civico era scontato ma che sia appoggiato dal PD è un ulteriore conferma che le persone gay, lesbiche e trans, non hanno interlocutori politici.
"Ci chiediamo cosa ne pensa il segretario regionale del PD, di questi iscritti di campagna, in questo partito del nulla, svuotato di ogni ideale se non quello della poltrona e dell’inginocchiatoio, troppa brutta gente a gestire la vita delle persone.Nella scorsa legislazione, una proposta di legge regionale, contro le discriminazioni fu fatta annegare nel cassetto di qualche moralista ingrassato dalla propria morale. Una volta una suora molto cristianamente ci disse che eravamo una minoranza “risibile”, ci confortò poco dopo Sindaco del Comune di Perugia Boccali che affermò “anche se il Registro fosse servito ad uno solo dei nostri cittadini, avremmo avuto conferma di essere nel giusto”.
"Ormai vi diciamo sempre le stesse cose,- conclude Patrizia Stefani - siamo cittadini, siamo persone, lavoriamo, paghiamo le tasse, ci prendiamo cura dei vostri figli gay maltrattati, ma non abbiamo gli stessi vostri diritti, se non comprendete questo, se non comprendete del bisogno di educazione civica, non so di che cosa dobbiamo ancora parlare con il PD e/o con chiunque altro."