Più Libri più Liberi, Al via la 10a edizione della piccola e media editoria

Pubblicato il da kulturart

piu-libri-piu-liberi-2011.gifUn tavolo interistituzionale con Comune, Provincia e Regione Lazio, che partirà subito dopo la manifestazione e potrebbe diventare permanente. Per parlare del futuro dell’evento, che “sarà ancora a Roma, ma forse in una location diversa, più grande”, anticipa Dino Gasperini, assessore alla Cultura di Roma Capitale. Prende il via con un impegno concreto e un occhio al futuro, questa decima edizione di Più Libri Più liberi, da oggi a domenica 11 dicembre al Palazzo dei Congressi all’Eur. Per dire forte e chiaro che “resiste la piccola e media editoria e resiste la manifestazione”, rimarca il presidente dell’Aie Marco Polillo. Con la consapevolezza che il futuro culturale e anche economico del Paese parta proprio da qui, da un settore che “crea lavoro vero”, come sottolinea il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. Che è pieno di “giovani e donne”, “non ha mai goduto di nessuna previdenza, visto che gli imprenditori hanno fatto sempre da sé - sottolinea Enrico Iacometti, presidente del Gruppo Piccoli editori di Aie – e può fare da ponte verso le culture dell’altra sponda del Mediterraneo”. Ma, soprattutto, può cercare di sanare il difetto storico di un’Italia che legge poco, e che rischia di essere travolta dalla crisi.

 “Abbiamo fatto tanta strada, in questi dieci anni – esordisce Enrico Iacometti, presidente del Gruppo Piccoli Editori dell’Aie in un Caffè Letterario già pieno – la manifestazione si apre in un momento economico di incertezza, e senza l’aiuto delle istituzioni non sarebbe possibile. Oggi gli ultimi dati Nielsen ci fanno riflettere sul fatto che i libri, finora risparmiati, sono stati travolti dalla crisi. Eppure, da loro nascono film, balletti: cultura. Questa fiera ha grandi potenzialità inespresse, è unica al mondo nel suo genere e ha una funzione importantissima. Perché editoria è anche economia”.

 La piccola e media editoria come “risorsa per il progresso civile”: sono queste le parole contenute nel messaggio del presidente della Camera Gianfranco Fini, con il quale fa gli auguri alla manifestazione, che offre “un quadro rappresentativo e aggiornato sulla proposta culturale in Italia. L’ampiezza del mondo editoriale – continua Fini - è un fattore di arricchimento della democrazia, alimenta il dibattito politico e culturale. Una ricchezza morale ed economica che deve essere promossa e incoraggiata dalle istituzioni”.

 E le istituzioni, come sottolinea il presidente Aie Marco Polillo, hanno risposto: “Le istituzioni che sembrava avessero avuto ripensamenti hanno riconfermato il loro appoggio. Ma ora c’è da pensare al futuro, attraverso un tavolo di confronto per capire come trovare i finanziamenti. Il 2011 per l’editoria è stato un anno difficile, e noi cerchiamo di trovare spunti positivi. Uno di questi è Carlo Malinconico, nuovissimo sottosegretario: confidiamo molto in lui, perché conosce perfettamente questo mondo e speriamo che promuova la continua tutela del diritto d’autore, che a volte viene messa in discussione”.

 “La cultura per il nostro Paese è un volano essenziale, che lega aspetti formativi ed economici – precisa Carlo Malinconico, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Editoria - la piccola e media impresa in questo settore significa anche pluralismo. E poi, piccoli sì, ma è dai piccoli che nascono i grandi autori e i grandi editori. E poi, è vero che la carta è una risorsa con un valore ancora essenziale, ma vedo con piacere che queste piccole e medie imprese si stanno rivolgendo alla tecnologia. In quest’ottica, le istituzioni devono essere un punto di riferimento. E l’apertura alla rete deve essere accompagnata alla valorizzazione dei contenuti editoriali”.

 Ma quanto leggono gli italiani? Flavia Cristiano, direttore Centro per il Libro e la Lettura – Mibac, anticipa gli ultimi dati, che, spiega, “non sono confortanti, anche se sono in crescita. Eppure, questa crescita non rappresenta un progresso perché avviene più lentamente dell’aumento del livello di istruzione: legge meno della metà della popolazione, e poco”. La risposta deve arrivare da “politiche urgenti: l’investimento del Paese per il futuro non può prescindere da un investimento sulla propensione della lettura, per sanare un difetto storico italiano. La lotta all’analfabetismo è vinta davvero? No, perché abbiamo molti analfabeti di ritorno: persone che non sanno leggere in profondità”. La strategia del Centro per il Libro e la Lettura, in questo senso, è duplice: “Fare indagini statistiche approfondite per conoscere questi dati e promuovere il valore della lettura. Il 23 aprile partirà la campagna “Il maggio dei libri””.

 La risposta delle istituzioni, dopo le polemiche, è unitaria: “Il tavolo con Provincia e Regione per affrontare il futuro sarà convocato subito dopo la fine della manifestazione – anticipa Dino Gasperini, assessore alla Cultura di Roma Capitale - quel che è certo è che la manterremo a Roma, anche se in una location più grande: nella crisi bisogna fare squadra. Il tavolo di confronto, poi, potrà diventare permanente, proprio per rielaborare dati e dare risposte”.

 “Vi abbiamo fatto attendere, abbiamo esitato ma la Regione Lazio non ha arretrato – Fabiana Santini, assessore della Regione Lazio all’Arte, allo Sport e alle Politiche Giovanili - la giunta Polverini in queste ultime settimane si è vista costretta a politiche di razionalizzazione, ma che tengano conto della qualità delle iniziative. È Più libri è una delle manifestazioni di maggior spicco, di eccellenza”. 

“È tempo di porre i pilastri per nuovo modello di sviluppo - spiega Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma - il tema di sostegno alle piccole e medie imprese, anche nel libro, è uno dei fattori fondamentali di un nuovo modello di sviluppo. Perché queste imprese creano ricchezza e lavoro vero, e noi abbiamo bisogno di un Paese che riprende a pensare, riacquisti criticità intellettuale”.

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