In scena "Il cubo nero della colpa" al Teatro Ygramul

Pubblicato il da kulturart

Locandina-21-Gen.jpgAppuntamento sabato  21 Gennaio alle ore 21.00 presso il Teatro Ygramul per lo spettacolo "Il cubo nero della colpa" di Daniel Fermani, regia di Laura Sales con Lidia Angelici, Francesco Zaccaro, Francesco Bolla, Martina Ubaldi, Aurora Salvucci, Giulia Felli, Chiara Bruni, Federica Massara, Zach Atch.

 L’evento ha il patrocinio di Amnesty International e sostiene la compagnia “Io ho diritto alla vita”

 Può la colpa diventare una dimensione estranea, separata dalla comune realtá, in cui le voci delle vittime sono le spine che lacerano senza sosta la pelle della coscienza? Esiste forse un altro mondo in cui la colpa si corporizza e circonda d’ombra la mente dell’assassino? In quale universo puó sopravvivere un uomo che ha torturato, violentato, rubato i figli e ammazzato delle donne indifese? 

La colpa, come un cubo nero, stringe la mente e la stordisce con le voci delle vittime. Non un’ora di sonno puó avere chi é rinchiuso tra le sue pareti d’ombra. Come Macbeth dopo aver tradito e ammazzato il re, i torturatori e gli assassini non possono piú chiudere gli occhi, anche se la notte non finisce. 

In questa dimensione surreale, dove le pareti del buio sono impenetrabili, un uomo aspetta la sua condanna. Non sa che non esiste pena piú grande che la coscienza, e si dibatte nella sua cecitá contro quelle voci che tornano dal passato per fargli ricordare stupri ed omicidi. 

C’é soltanto un giudice nella storia dell’umanitá, e quel giudice risponde all’appello delle donne morte: é il Tempo. Lui è l’unico capace di far sì che l’oblio non celi la memoria e si possa compiere il riordinamento che le leggi universali della vita esigono.

All’origine della stesura dell’opera, la storia dell’Argentina, un paese verde e sconfinato del Sudamerica che serba nella sua memoria storie d’orrore e ingiustizia senza paragone. Da lì arrivano queste voci, le voci che reclamano nell’oscurità per scongiurare l’oblio. 

 Un uomo al centro dello spazio scenico; un uomo solo con se stesso, con le proprie voci, i propri ricordi, le proprie complessità. Un uomo in preda al panico e agli incubi, simbolo dell’umanità, rinchiuso nel suo cubo nero; il cubo nero della colpa per i crimini commessi in nome della sete di potere.

E sei donne, sei voci eteree, bianche, quasi angeli, incorporee, incarnano il proprio labirinto viscerale, la propria anima nera che non cerca salvezza ma è ferma al presente, un’anima dura dove la coscienza e il riconoscimento della colpa non ha ancora trovato spazio. Le donne angeliche costruiscono intorno all’uomo uno spazio sacro dove trovano eco le voci di mille e mille morti innocenti. L’intervento del tempo, unico giudice, altera e conduce alla conclusione e al capovolgimento di quello che può essere l’unica forma di giudizio possibile: vivere una seconda vita con un’inversione di segno.

Per maggiori informazioni:

 

Associazione Culturale - Teatro Ygramul 

via N. M. Nicolai, 14 - Roma

Durata: 60 minuti

Date: Sabato 21 Gennaio 2012

Orario: 21.00

Costo: Tessera associativa annuale 1 euro; quota associativa per l'evento 8 euro

Tel. 3271974360 ufficio@ygramul.net

www.ygramul.net

 

 

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