Penultima serata per il Festival Linea35 Passaggi Visionari al teatro SalaUno

Pubblicato il da kulturart

Linea 35 immagineI video di Guendalina Salini che daranno il via anche alla quarta serata, cederannoalle 19:30 il palco a “Sulle spalle degli altri” uno spettacolo di e con Eva Milella per la regia di Luca Angeletti in cui alla vigilia di Natale, Anima, talmente sensibile da apparire cinica, si ritrova a fare qualcosa alla quale non aveva  mai pensato: distribuire  coperte ai barboni.

Alle 20:15 NUOVE OFFICINE Laboratorio Babs presenta “Take two. L’inevitabile conseguenza a cui Vale(2) ci sottopone”, un progetto  di Marianna Di Mauro in cui il personaggio perde l’uso della parola per quasi tutta la performance. Un’idea sviluppata seguendo un percorso che si è poi svincolato naturalmente dal testo, prendendo vita attraverso il corpo della performer.

Seguirà alle 21:00 “Non sono stata finita”, ispirato ad una storia vera di follia di e conClara Galante, un poemetto concertato per corpo e voce, uno straziante soliloquio sull’umiliazione della violenza e sul dolore della rinascita, una parabola di liberazione che va dal buio all’aria.

Infine alle 22:0 Sandrò Joyeux porterà sul palco quel suo essere un “one man band” e quella sua devozione per l’autostop che gli hanno permesso negli anni di suonare in diverse parti del mondo, incontrando musicisti e maestri con cui ha arricchito il suo stile musicale. La sua ispirazione fortemente votata al racconto di un mondo che migra e si trasforma, ne rende il messaggio quanto mai importante ed attuale.

 

 

 

Ore 19.00:

Guendalina Salini. Proiezione dei video:

- “ The man who isn’t there, there is nothing but the man”, video dur.7’, 2007

- “ A fish out the water”, video dur.4’20’’, 2005.

 

Un uomo percorre le vie della città di Roma senza una precisa direzione, in testa un cubo specchiante lo priva della visibilità, ma i suoi movimenti non sono impacciati, piuttosto sembrano guidati da una sorta di innata curiosità e originaria purezza. Non possiamo vedere le sue espressioni, il suo sguardo, ma nel suo incedere rintracciamo un'aria incantata, una gestualità sottesa fra ironia e perplessità. L' uomo che non c'è, non c'è che l'uomo, lui esiste nel mondo, ma allo stesso tempo è il mondo stesso. E' lui che si specchia nel mondo o è il mondo nel quale si riflettono lui e gli altri?

Guendalina Salini indaga l'animo umano nel rapporto che questo sviluppa con il suo ambiente, con gli altri individui, alla ricerca di un equilibrio mai scontato che,  nelle immagini, nei materiali, nelle installazioni che realizza,  si rivela sempre pracario e in mutamento.

Il linguaggio dell'artista in questi video è giocoso, ma sempre sensibile, fa vacillare i nostri abituali riferimenti, per invitarci così a spostare il punto di vista con il quale leggiamo le cose intorno a noi.

Come percepire il mondo in un altro modo? Come indagarlo senza   perder(ci)si?

Anche lo sguardo di un pesce rosso diventa un ulteriore punto di vista, per guardare la città in modo diverso una domenica mattina. Il pesciolino avanza come sospeso, è  avvolto nel liquido che lo isola dal mondo (o forse lo protegge) e questo stesso suo involucro diventa per noi un filtro per giungere a nuove visioni o addirittura per risvegliare dimenticate chiavi di interpretazione che già in passato erano state nostre.

 

Ore 19.30:

Zeta SRL presenta

Sulle spalle degli altri

Regia Luca Angeletti

Con Eva Milella

Roma di notte. Vigilia di Natale. Anima, talmente sensibile da apparire cinica, si ritrova a fare qualcosa che non avrebbe mai pensato di fare: distribuire  coperte ai barboni. Spinta dalla sorella , si trova  catapultata in mezzo a un gruppo di improbabili benefattori. Archistar, diafane rampolle, performer autoreferenziali e registi dalla denuncia facile: tutte anime con uno spiccato senso per la filantropia. La nostra protagonista non ne fa una giusta mentre i suoi occhi  assistono, basiti, a incontri assurdi tra personaggi che si nutrono delle loro contraddizioni. "Sulle spalle degli altri" è  un preciso e scrupolosissimo gioco e un invito a non cercare un significato alla definizione di se stessi ma a vivere, anche male.

 

Ore 20.15:

NUOVE OFFICINE Laboratorio Babs presenta

Take two > l’inevitabile conseguenza a cui Vale(2) ci sottopone

Con Raffaella Cavallaro

Drammaturgia e regia Marianna Di Mauro

Suoni Piero Antolini

Scene Roberto Sonica

Il progetto si è sviluppato a partire dalle tracce del lavoro precedente del gruppo. Il punto di partenza è Vale(2) (Menzione Speciale Premio Dodici Donne 2011; Finalista Concorso Nazionale Uno-Festival di monologhi), monologo in cui l’interprete racconta una storia ispirata ad una vicenda realmente accaduta. La ricerca si è sviluppata attorno al concetto di “crisi”, generata da un cedimento o fallimento e conseguente scardinamento delle normali dinamiche di relazione con il reale. "Take two” è l’inevitabile conseguenza a cui Vale(2) ci sottopone: il nostro personaggio perde l’uso della parola per quasi tutta la performance. Abbiamo sviluppato l’idea seguendo un percorso che si è poi svincolato naturalmente dal testo, prendendo vita attraverso il corpo della performer.

 

Ore 21.00:

Non sono stata finita (ispirato ad una storia vera di follia)

Regia Clara Galante

Di e con Clara Galante 

Scena di Fabio Gasbarri

Il testo si riferisce ad un fatto di cronaca  accaduto  il 4 luglio 2006 a Macerata. Francesca Baleani venne salvataClaraGalante.jpg da un passante, ma ritrovata in fin di vita dentro un cassonetto, chiusa in un sacco di plastica, dopo essere stata picchiata  dal marito.

Utilizzando  l’ improvvisazione su una partitura sensoriale,  del magma  di versi liberi che via via si definisce, tra silenzi ed esplosioni sonore,  il personaggio varia  le sue sequenze, fatte di  entusiasmo e perdite di memoria, di illuminazioni,  sottile ironia e noir.

Senza fare dell’argomento violenza il solo fuoco della rappresentazione, nella confusione in cui siamo, (non sempre deleteria)  il personaggio riesce a centrare uno  splendore, un oltre, forse un senso al di là dei fatti.

 

Ore 22.00:

Sandro Joyeux  live @ salauno

Sandro ha maturato negli anni una particolare tecnica chitarristica: utilizza la cassa armonica della sua chitarra come grancassa e rullante, intreccia arpeggi dal sapore africano a ritmiche sincopate. Introduce le sue canzoni spiegandone in modo suggestivo la provenienza, il significato, la storia, anche attraverso brevi racconti dei suoi viaggi e incontri. Le sue canzoni parlano di città lontane, Dakar, Kinshasa, Kartoum, raccontano storie di villaggi, di bambini soldato, di fiumi e foreste in pericolo…

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